Mika Taanila, Futuro A New Stance for Tomorrow, 1998 - film still

Mika Taanila. Damage/Control

Padiglione de l’Esprit Nouveau, Bologna

A cura di Lorenza Pignatti

Dal 24 gennaio al 22 marzo 2020 il Padiglione de l’Esprit Nouveau di Bologna ospita Damage/Control, prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista e filmmaker finlandese Mika Taanila (Helsinki, 1965), promossa da Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Frame Contemporary Art Finland, Kinotar (Helsinki), Testifilmi (Helsinki), Associazione Culturale Stòff e con il patrocinio di Ambasciata di Finlandia a Roma.

La mostra, curata da Lorenza Pignatti, presenta un’ampia selezione di opere multimediali incentrate sulle continue trasformazioni dell’immagine in movimento: due videoinstallazioni, una serie di fotogrammi intitolati Black and White Movies, la serie Film Reader, una nuova produzione di collage dal titolo Family Films e tre opere filmiche (Futuro – A New Stance for Tomorrow, Future Is Not What It Used to Be, Tectonic Plate).

Il progetto inaugura giovedì 23 gennaio alle h 17.00 come Main project dell’ottava edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera (24 – 26 gennaio 2020).

La ricerca multidisciplinare di Taanila indaga le forme del sapere e il significato storico e culturale di utopie passate che sono diventate archeologia del futuro e gli scenari futuri della condizione umana, con una particolare attenzione alla natura ambivalente delle innovazioni tecnologiche che hanno portato l’umanità a vivere in una perenne condizione di allerta e di “Damage Control”.

Mika Taanila
The Future Is Not What It Used To Be
Film still da / from The Future Is Not What It Used To Be, 2002
Courtesy l’artista e / of the artist and Kinotar, Helsinki
Mika Taanila The Future Is Not What It Used To Be Film still da / from The Future Is Not What It Used To Be, 2002 Courtesy l’artista e / of the artist and Kinotar, Helsinki

Il film Futuro: A New Stance for Tomorrow (1998) ripercorrere la storia delle “Futuro House”, unità abitative mobili realizzate in plastica dall’iconica forma Space Age, che indica la seduzione e la fiducia, tipica di quegli anni, per la conquista dello spazio e per il tempo libero, perché essendo abitazioni economiche e trasportabili, tutti potevano acquistarle. La crisi petrolifera degli anni Settanta ne interruppe la fabbricazione, proprio nel momento in cui erano diventate icone riconosciute a livello internazionale, facendole diventare nei decenni successivi oggetto di culto. Alcune sono oggi conservate al Central Museum di Utrecht, al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e all’University of Canberra. La pellicola, composta da filmati amatoriali, materiali d’archivio e da interviste, racconta il fascino che ancora oggi suscitano queste abitazioni.

Per la realizzazione del documentario The Future Is Not What It Used To Be (2002) Taanila ha lavorato sull’archivio di Erkki Kurenniemi, esperto di robotica e pioniere della musica elettronica in Finlandia, definito dal critico musicale Simon Reynolds come un “ibrido finlandese di Stockhausen, Buckminster Fuller e Steve Jobs”. Come Ted Nelson, inventore degli ipertesti, o altri pionieri come Hans Moravec o Marvin Minsky, Kurenniemi aveva intuito con largo anticipo quanto la soggettività degli individui sarebbe stata ridefinita dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale. Negli anni Settanta aveva creato un archivio con la documentazione della propria vita perché credeva che un computer quantistico sarebbe stato in grado, nel 2018, di riattivare la sua esistenza attraverso un avatar virtuale. Nel 1986 aveva progettato i Personal Communicator, quelli che negli anni duemila sono stati chiamati Google Glass, e il suo lifelogging (o autobiografia digitale) anticipa di molti decenni gli attuali social media. Scomparso nel 2018, a Kurenniemi fu dedicata a dOCUMENTA (13) a Kassel nel 2012 la mostra personale dal titolo In 2048.

Mika Taanila
Faster Pussycat Kill!Kill! 
Fotogramma dalla serie / Frame from the series Black and White Movies, 2013
Courtesy of the artist and Balzer Projects, Ginevra
Mika Taanila Faster Pussycat Kill!Kill! Fotogramma dalla serie / Frame from the series Black and White Movies, 2013 Courtesy of the artist and Balzer Projects, Ginevra

Negli ultimi anni Taanila ha indagato nuove modalità di riproduzione delle immagini in movimento. Tectonic Plate (2016) è il film d’animazione astratto realizzato senza l’ausilio della macchina da presa che l’artista ha realizzato fotocopiando e manipolando direttamente le immagini sulla pellicola cinematografica. Film sperimentale che ci riporta al pre-cinema e alla seduzione del teatro d’ombre, antica forma d’intrattenimento spettacolare, e al cinema lettrista di Guy Debord e Isidore Isou. Il film narra di un anonimo viaggiatore che dopo essere tornato da un viaggio a Tokyo è bloccato in una stanza d’hotel vicino all’aeroporto di Helsinki, perso tra ricordi di viaggio, sovrapposizioni di diverse time zone e immagini di security check. I testi del film, scritti dal poeta Harry Salmenniemi e la colonna sonora composta da Mika Vainio – tra i pionieri della techno minimalista e fondatore insieme a Ilpo Väisänen del gruppo Pan Sonic – permettono allo spettatore di immergersi in un’esperienza sinestetica multidimensionale. In mostra saranno esposte le pellicole di lavorazione del film e rari materiali provenienti dall’archivio di Erkki Kurenniemi.

La volontà di sfidare le modalità della rappresentazione è presente anche nella serie Black and White Movies (2013), fotogrammi realizzati senza l’ausilio della macchina fotografica, posando resti di cassette VHS su carta fotosensibile in camera oscura. VHS maltratti e distrutti dalle performance di Taanila, su cui ha attuato le stesse “violenze” che ricordava essere presenti in alcune scene dei film. Se il protagonista sbatteva la testa contro una roccia, lui faceva lo stesso. I fotogrammi nati in camera oscura riportano il titolo del film registrato sulla videocassetta. I Black and White Movies ricordano i bellissimi, monumentali Angel di Bruce Conner e le rayografie di Man Ray che definiva “ossidazioni di desideri fissati dalla luce e dalla chimica”.

Il ricordo, l’obsolescenza programmata e l’erosione della capacità di governare i propri ricordi è il tema indagato nella videoinstallazione Verbranntes Land (2002). Anche in questo caso Taanila si è servito di dispositivi di registrazione fragili e oggi obsoleti come i VHS per visualizzare il funzionamento della memoria umana, continuamente alterata dall’uso e da nuove interpretazioni degli eventi vissuti.

Mika Taanila
Film still da / from Verbranntes Land, 2002
Courtesy l’artista e / of the artist and Balzer Projects, Ginevra / Genève
Mika Taanila Film still da / from Verbranntes Land, 2002 Courtesy l’artista e / of the artist and Balzer Projects, Ginevra / Genève

Per la serie Film Reader (2017) l’artista è invece intervenuto con incisioni, tagli e manipolazioni su libri di carattere cinematografico di generi diversi, musical, horror, exploitation, melodramma. Ha creato un editing di tipo “scultoreo” che permette ai libri di avere una diversa plasticità. Manipolazioni e invenzioni che sono un omaggio e una rimessa in scena della storia del cinema classico, in cui il ricordo del cinema determina nuovi oggetti e nuove narrazioni. I Film Reader sono stati esposti per la prima volta al Padiglione Nordico della Biennale di Venezia nel 2017.

Taanila ha reso omaggio con un nuovo editing al capolavoro della cinematografia distopica L’uomo che cadde sulla Terra, diretto da Nicolas Roeg. Il film narra la storia di un alieno, interpretato da David Bowie, in viaggio verso il pianeta Terra per raccogliere denaro per il suo pianeta di provenienza, diventato un arido deserto. Con la videoinstallazione The Earth Who Fell to Man (2017) Taanila ha realizzato un ready-made del film cancellando tutti i frame in cui compaiono esseri umani. Le inquadrature sono presentate al contrario, in modo tale che la terra sembra precipitare/cadere sull’uomo. Un’indicazione della difficoltà di vivere in un pianeta in cui l’ecosistema terrestre è stato completamente alterato e in cui il “Damage/Control” dev’essere al più presto attivato.

Nella serie dei Family Films (2019) Taanila ha indagato le trasformazioni dell’immaginario erotico collettivo, ora che la pervasività dei dispositivi tecnologici ha ridefinito l’esperienza estetica e erotica contemporanea. Indagine che lo ha portato a riflettere su immagini pubblicate su riviste di cinema erotico italiano dei primi anni Settanta. Immagini che l’artista ha alterato, creando collage surreali ed enigmatici, time-machine che ci rimandano all’immaginario erotico soft-core dell’epoca analogica, prima che YouPorn e i siti di incontri trasformassero forme e modi della sessualità. La serie è stata apprezzata sin da subito da curatori cinematografici come Olaf Möller, che ha invitato Taanila a presentare i collage al festival del cinema Viva Erotica di Helsinki nel 2018, e dallo scrittore Harry Salmenniemi che gli chiese di utilizzarne alcuni per illustrare i suoi racconti brevi, dall’omonimo titolo. I racconti e i collage sono mostrati qui per la prima volta insieme in una sede espositiva, e pubblicati nella terza raccolta degli scritti di Salmenniemi, intitolata Uhrisyndrooma.

Si ringraziano Kati Heickell per il prestito dei materiali d’archivio di Erkki Kurenniemi, Isabel Balzer di Balzer Projects (Ginevra), Lola Rogers e Antonio Parente per la traduzione dei testi dei Family Films.

Mika Taanila
Curtains 
Film still dalla serie / from the series Film Reader, 2017
Courtesy l’artista e / of the artist and Balzer Projects, Ginevra / Genève
Mika Taanila Curtains Film still dalla serie / from the series Film Reader, 2017 Courtesy l’artista e / of the artist and Balzer Projects, Ginevra / Genève

Mika Taanila ha esposto in numerosi musei e gallerie internazionali, tra le sue recenti personali ricordiamo: WeeGee/EMMA, Espoo, Finlandia (2018), STUK, Leuven (2018), Balzer Projects, Ginevra (2017) Artopia Gallery, Milano, (2017), Kiasma Museum of Contemporary Art di Helsinki (2015), TENT, Rotterdam, (2013), Museum of
Contemporary Art, St. Louis, USA (2013). Numerose le mostre collettive tra cui The Dream of the Library,
Museum für Gegenwartkunst, Siegen (2019), dOCUMENTA 13 (2012), Padiglione Nordico della Biennale di Venezia (2017), Aichi Triennale, Nagoya, (2013), Schriftfilme, ZKM, Karlsruhe (2014), Shanghai Biennale (2006), Berlin Biennal (2004), Manifesta 4 (Francoforte, 2002).
I suoi film sono stati presentati in più di 300 festival cinematografici internazionali, tra cui Berlin Film Festival, IFFR Rotterdam, TIFF Toronto, Clermont-Ferrand, Karlovy Vary, Midnight Sun FF, IDFA Amsterdam e Oberhausen Kurzfilmtage. In Italia i suoi film sono stati presentati in una sua retrospettiva al cinema Oberdan di Milano nel 2015, al Milano Film Festival (2016) e a I BOREALI Nordic Festival (2017).

Inaugurazione giovedì 23 gennaio 2020 h 17.00
Padiglione de l’Esprit Nouveau

Piazza della Costituzione 11, Bologna
Orari di apertura: sabato e domenica 15.00 – 18.00
Orari di apertura straordinaria in occasione di ART CITY Bologna 2020: venerdì 24 gennaio , sabato 25 gennaio, domenica 26 gennaio h 11.00 – 20.00
Ingresso libero

Promossa da Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Regione Emilia-Romagna
In collaborazione con Frame Contemporary Art Finland, Kinotar (Helsinki), Testifilmi (Helsinki), Associazione Culturale Stòff
Con il patrocinio di Ambasciata di Finlandia a Roma